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Contro la crisi a Roma tre diversi cortei

Nella Capitale lo sciopero generale dei metalmeccanici e dei lavoratori del pubblico impiego della Cgil per un’inedita alleanza. Astensione dal lavoro per otto ore

 Nuova giornata di manifestazioni a Roma. Nel-
 la Capitale, infatti, si sono dati appuntamento
 gli aderenti allo sciopero generale dei metal-
 meccanici (Fiom) e dei lavoratori del pubblico
 impiego (Fp) della Cgil, creando così un’inedita
 alleanza. L’astensione del lavoro, per un totale
 di otto ore, per protestare contro la politica
 economica del governo in un momento di crisi.

Ma nel mirino c’è anche lo scontro politico di queste settimane e che spazia dalla riforma sullo sciopero abbozzata dall’esecutivo alla riforma del modello contrattuale chiusa senza la firma della stessa Cgil, dalla politica sull’immigrazione e la sicurezza alla difesa della Costituzione. Stando alla Fiom, l’adesione di operai e impiegati dello stabilimento Fiat di Mirafiori allo sciopero è stata del 50%. Per la Fiat l’adesione media è del 16% in tutti gli stabilimenti italiani.
I manifestanti sono partiti da Piazza della Repubblica, da piazzale dei Partigiani e dalla stazione Tiburtina per tre diversi cortei. In testa al corteo uno striscione con la scritta «La dignità del lavoro è un bene pubblico, basta precarietà, più salario, più diritti e legalità». Ad appoggiare la mobilitazione un nutrito gruppo di politici, riuniti sotto un appello di Pd, Idv, Rifondazione comunista e di nomi del mondo dello spettacolo e della cultura.

Continuano però le polemiche in ambito sindacale. Il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, è stato rimproverato dal numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, di aver organizzato uno sciopero antagonista. Replica il numero uno della Cgil: «Scioperiamo per chiedere un cambiamento della politica economica del governo, per le tutele ai precari e per il sostegno di occupazione e imprese. Non capisco cosa ci sia di antagonista. Lui deve dirlo perché se riconoscesse la verità poi dovrebbe giustificare perché non si muove». «Sulle regole – continua Epifani - non si possono fare accordi separati. Noi non avremmo fatto un accordo sulle regole senza o contro Cisl o Uil o Confindustria. Oggi ci stiamo muovendo solo noi. Cisl e Uil non fanno né scioperi né mobilitazioni. Perr mobilitarsi contro il governo bisogna essere autonomi nei confronti dell’esecutivo: la Cgil lo è, sfido gli altri ad esserlo».

13-02-2009

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