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Alla Biennale di Architettura 2016, "Gangcity", ERGO SUM del romano VALERIO POLICI

"Il tratto dominante dell'ethos spettacolar- metropolitano è la perdita dell'esperienza. Nell'eccitazione febbrile per la produzione industriale di personalità in scatola, di identità usa e getta, gli uomini diventano spettatori del mondo, nell'eterna domenica della propria esistenza".

(Teoria del Bloom – Tiqqun, 2012)

Presentato all’interno della mostra fotografica dell’Evento Collaterale Gangcity – il programma di ricerca che documenta il fenomeno criminale nelle periferie urbane – alla Biennale di Architettura 2016, organizzata dalla Biennale di Venezia, Ergo sum, esordio fotografico del giovane romano Valerio Polici, è un ritratto corale di una subcultura sempre più in crescita e sfuggente, quella dei writers. L’opera dell’artista, nata proprio da un’esperienza autobiografica, ricostruisce il percorso coerente di intere generazioni alle prese con una fuga dalla realtà sociale circostante. La cornice intorno a cui si snoda questa eterna corsa senza fine è la metropoli, da Roma a Buenos Aires. Polici, infatti, ha vissuto con questi uomini in ogni parte del mondo, seguendoli nelle loro incursioni notturne, fra adrenalina e terrore.

Attraverso un lavoro che oscilla fra il surrealismo e l’inquietudine, il giovane artista è riuscito con le sue foto a restituire quel senso claustrofobico e, a tratti, paradossale che caratterizza le vite di questi uomini, condannati ad un eterno vagare nei “non luoghi” che abitano. Protagonisti di un dramma bukowskiano, questi vengono soffocati dall’oceano di immagini e promesse della grande città, sperimentando sulla loro pelle la condizione di “sostituibilità”.

Rifacendosi alla profezia warholiana dei “quindici minuti di fama per tutti” nell’era dei social network, questi uomini tentano di scongiurare la minaccia trasformandosi in writers. Una condizione, questa, che offre una sorta di riscatto dall’anonimato e una fuga in una dimensione parallela dove potersi sentire, finalmente, “speciali”.

Polici ricostruisce proprio quest’odissea mentale tra gli spazi intestinali della metropoli, alla ricerca di quell'avventura che non giungerà mai perché tutti gli scenari possibili sono già stati disegnati. Un valzer della clandestinità esistenziale che è stato già apprezzato e pubblicato in tutto il mondo e che presto sarà oggetto del primo libro dell’artista romano.

28-05-2016


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