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Moratoria pena di morte, ok dei ministri Ue

Dai 27 ministri degli Esteri europei, riuniti in Lussemburgo, arriva un accordo unanime sulla moratoria della pena di morte. Soddisfazione del ministro Massimo D’Alema

 
I 27 ministri degli Esteri dell’Unione Europea
 trovano un accordo unanime alla moratoria
 sulla pena di morte. Un accordo che porterà
 di fatto ad una risoluzione da presentare in
 sede Onu per chiedere che sia bandita, da
 tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, la
 pratica della pena capitale. La risoluzione
 arriverà al Palazzo di Vetro in autunno.

Tra i più soddisfatti c’è il ministro degli Esteri Massimo D’Alema: «E’ una decisione che rappresenta un sostanziale successo dell’iniziativa italiana e mi fa piacere che nel nostro Paese questo risultato sia stato accolto positivamente». Stando al ministro D’Alema, sulla base dei contatti diplomatici avuti nei mesi scorsi, la proposta di moratoria potrà contare sulla co-sponsorizzazione di «almeno altri 35 Paesi in diverse aree del mondo. Siamo quindi persuasi che alla fine potremo avere il voto della maggioranza dei Paesi membri dell’Onu». Naturalmente non tutto è così semplice. Lo stesso titolare della Farnesina spiega un accordo a livello europeo sulla proposta di moratoria contro la pena di morte è stato raggiunto a seguito anche «di timori, prudenze e anche una certa volontà di rinviare, ma alla fine si è trovato un accordo positivo».

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal premier Prodi: «Sono estremamente soddisfatto per la decisione del Consiglio Europeo. E’ un grande successo dell’Italia, di quelle associazioni, di chi, come nel caso dei Radicali, non ha mai cessato di battersi sulla questione, del Parlamento e del nostro Governo. Ringrazio il ministro degli Esteri Massimo D’Alema – continua Prodi in una nota di Palazzo Chigi - per aver insistito a Bruxelles sulla necessità di procedere il più presto possibile con un atto concreto per una battaglia di civiltà che vede il nostro Paese in prima fila».
Un c
ommento positivo arriva anche da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «La campagna per l’abolizione della pena di morte è una battaglia fondamentale per il comune progresso civile e per la difesa dei diritti umani, cui l’Italia è fortemente impegnata, sia al livello nazionale che nel quadro dell’Unione Europea».

18-06-2007

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