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Veltroni e Fini insieme verso il bipolarismo

Gianfranco Fini e Walter Veltroni, indicati come futuri leader delle coalizioni politiche al potere in Italia, sono d’accordo su possibili ritocchi alla Costituzione

 
Sono considerati da tutti gli eredi di Romano
 Prodi per quanto riguarda il centrosinistra, e
 di Silvio Berlusconi per quanto riguarda il
 centrodestra. Walter Veltroni e Gianfranco
 Fini fanno prove di premierato e trovano
 un’intesa su un punto specifico: bisogna ap-
 portare cambiamenti alla legge elettorale con
 ritocchi alla Costituzione.

La Fondazione “Nuova Italia” di Gianni Alemanno ha organizzato una tavola rotonda a cui ha partecipato, tra gli altri, anche l’ex ministro degli interni Beppe Pisanu. Durante il dibattito, il sindaco di Roma ha aperto verso una legge elettorale che prenda spunto dal sistema comunale, quindi col maggioritario a doppio turno. Un sistema che ad ogni modo sia a tutela del bipolarismo, punto snodale del futuro politico italiano che entrambi gli esponenti difendono con forza.
Come riportato dall’ufficio stampa di An, Fini ritiene che “non si tratta di difendere il maggioritario o il proporzionale, il valore da difendere è il bipolarismo”. Il rischio, sottolinea il presidente di An, è “il ritorno ad una fase in cui ci sono due, tre, quattro 'forni', a secondo di quello che un partito decide in base alle sue convenienze. C'era chi mirava, e mira ancora oggi, a colpire il sistema bipolare. Era chiaramente in campo un partito trasversale che partendo dal proporzionale aveva l'obiettivo di demolire il bipolarismo”. La legge elettorale votata dalla Cdl, invece, “aveva in se la garanzia di mantenere il sistema bipolare”.

Dal canto suo Veltroni spiega che “con Fini, dal 1993 in poi, pur con forti differenze politiche, siamo coerentemente convinti che l’Italia ha bisogno di una democrazia dell’alternanza e bipolare, una democrazia in cui i cittadini scelgano il governo e questo possa realizzare il suo programma”. È per questo, continua Veltroni, “che cerchiamo per una volta di guardare realisticamente agli interessi nazionali. Non deve sorprendere che persone come noi, di differenti schieramenti, abbiano a cuore gli interessi nazionali. Negli Usa è così, sono in primo luogo americani. Prima della durezza del confronto programmatico viene l'interesse generale del Paese”.

La difesa accorata del bipolarismo passa possibilmente anche attraverso il referendum. Le cosiddette tentazioni centriste potrebbero essere così fustigate da una consultazione popolare che mira all’abrogazione della legge elettorale attualmente in vigore.

L. P.
30-01-2007

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