«La Chiesa non si deve chiudere in se stessa»
A dirlo è Francesco nell’omelia della messa di Pentecoste. «Abbiamo la tendenza a chiuderci nel nostro gruppo». E la «diversità» non deve diventare mai «conflitto»
Papa Francesco, in paramenti rossi per la messa di Pentecoste, è entrato in processio- ne con i cardinali in Piazza San Pietro cele- brando la funzione nella cui omelia ricorda al- la Chiesa di evitare di chiudersi «in se stes- sa». «Abbiamo la tendenza a chiuderci nel nostro gruppo». E la «diversità» non deve diventare mai «conflitto», aggiunge.
In una piazza San Pietro completamente gremita per la funzione a cui hanno assistito gli appartenenti ai movimenti ecclesiali, alle nuove comunità, alle associazioni e aggregazioni laicali di tutto il mondo, giunti pellegrini a Roma in occasione dell’Anno della Fede, presenti tra gli altri nelle prime file dell’uditorio, sul sagrato della basilica vaticana, anche il ministro della Difesa Mario Mauro e quello delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi.
E nella sua omelia, il Santo Padre ha sottolineato che una Chiesa non aperta ma chiusa rappresenta un pericolo per essa e per i cristiani. «Lo Spirito Santo - afferma Papa Bergoglio - ci salva dal pericolo di una Chiesa gnostica e di una chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo recinto e ci spinge ad aprire le porte per uscire, per annunciare e per testimoniare la vita buona del Vangelo, per comunicare la gioia della fede e dell’incontro con Cristo». Il Pontefice spiega che «lo Spirito Santo è l’anima di questa missione» ed esorta i fedeli a chiedersi: «Abbiamo la tendenza a chiuderci in noi stessi, nel nostro gruppo o lasciamo che lo Spirito Santo ci apra alla missione? La liturgia di Pentecoste è una grande preghiera che la Chiesa con Gesù eleva al Padre perché rinnovi l’effusione dello Spirito Santo. Ciascuno di noi, ogni gruppo, ogni movimento – conclude - si rivolga al Padre per chiedere questo dono, nell'armonia della Chiesa». |