La Bce rivede le stime: Pil in calo nell'Ue
L’istituto centrale lo comunica nel proprio bollettino: previsto un calo dello 0,4% a fine anno. Priorità al lavoro. E dice: «Serve rapida attuazione Unione bancaria»
Gli analisti della Banca centrale europea hanno ridotto nettamente la stima sul Pil dell’Eurozona: -0,4% per la fine del 2013 contro lo zero stimato in precedenza. Ridot- ta anche la stima per il 2014, da +1,1% a +1%. I numeri sono contenuti nel bollettino mensile dell’istituto centrale. La priorità, se- gnalano ancora una volta, è il lavoro.
La forte revisione apportata al 2013 (-0,4 punti percentuali) é dovuta, si legge nel Bollettino, alla debolezza economica emersa nell'ultimo trimestre del 2012 e nella prima parte del 2013. E stando a quanto comunica l’Eurotower, una decisa sterzata dovrebbe arrivare solo nel 2015, quando le stime del Pil prevedono una crescita del +1,6%, che arriva a +1,8% nel 2017.
Intanto la Bce spiega anche le sue ultime scelte in materia di tassi di interesse: «La debolezza del clima di fiducia si è protratta fino alla primavera di quest'anno. La riduzione dei tassi di interesse dovrebbe contribuire a sostenere le prospettive di ripresa nel prosieguo dell’anno». «La politica monetaria resterà accomodante fino a quando necessario», aggiunge quindi l’istituto guidato da Mario Draghi.
Nel documento, la Bce conferma anche la preoccupazione per la disoccupazione nell’area euro, in continuo peggioramento. «I mercati del lavoro dell’area dell’euro sono rimasti deboli, con il persistere di marcate differenze fra paesi. I dati più recenti delle indagini congiunturali prefigurano un’ulteriore perdita di posti di lavoro e una disoccupazione crescente nel prossimo futuro». Qualche elemento positivo, comunque, si evince ad esempio nel «minore incremento del numero di disoccupati rispetto agli andamenti di fine 2011 e inizio 2012, che sembra suggerire un’attenuazione del ritmo di crescita della disoccupazione». |