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IL SENTIMENTALISMO PRENDE IL “VOLO”

Da un libro a un film, da un film a un libro. Nuova commedia in arrivo per il sempre single e disperato Fabio Volo. Dal 7 febbraio al cinema con “Studio Illegale”

 Pochi scrupoli. Forse nessuno. Così appare
 Andrea Campi (Fabio Volo), giovane e ram-
 pante avvocato di uno studio internaziona-
 le. Freddo e determinato come la sua stes-
 sa società, non lascia spazio alle emozioni,
 tanto meno all’empatia per chicchessia.
 Neanche per il proprio collega, nonché
 compagno di scrivania, che un giorno come un altro, esausto della propria vita, o forse stremato dal non averne più una, decide di lanciarsi dalla finestra dell’ufficio e abbandonarsi alla forza di gravità.
Presto rimpiazzato da un impacciato apprendista, tale Tiziano Tiraboschi (Nicola Nocella), giunto dalla ben meno cinica e bramosa Capitale, poco avvezzo ai lupi e più propenso a una buona dose di umanità. Affiancato immediatamente a Campi, suo diretto superiore, seguirà sin da subito l’importante transazione che la società sta curando per dei facoltosi uomini d’affari arabi.
Ma in ogni questione d’avvocati che si rispetti, che sia un semplice contratto o una causa di divorzio, c’è sempre una controparte. Dall’altro lato della barricata una collega ancora più agguerrita: Emilie Chomand (Zoé Félix), intraprendente rappresentante legale di un prestigioso studio francese. Che in perfetta consonanza con la sua nazionalità, oltre che con la propria professione, si dimostra ben presto per quello che è: un antipatico squalo dai denti affilati, disposto a qualsiasi cosa pur di raggiungere l’obiettivo prefissato.

E come potrebbe il nostro, di nuovo single, di nuovo in bilico tra una vita solitaria e di successo e un’esistenza più piena, ma certamente più impegnativa, da condividere con un’altra persona al suo fianco, non tentennare ancora, e ancora e ancora di fronte alla sua intrigante collega?
Da sognatore incallito e propositivo ne “La febbre” (2005), dove alla fine rinuncia a tutto in nome dell’amore, a donnaiolo full-time ma disposto poi a cambiar continente pur di inseguire la sua dolce fidanzata immaginaria ne “Il giorno in più” (2011), Fabio Volo torna di nuovo a recitar se stesso. O per lo meno quel qualcuno che vorrebbe far credere di essere, o che forse davvero è - chi lo sa - ai suoi pur numerosi fan.
L’intenzione sembra infatti quella di volersi nuovamente assicurare un posto fisso, non in una qualsivoglia azienda o società che invece puntualmente rifiuta in ogni sua interpretazione - in barba a tutti i giovani che piuttosto dovrebbe o vorrebbe rappresentare - ma quello nel cuore dei suoi indomiti proseliti. Che siano in fila in libreria per acquistare il suo ultimo scritto - sebbene quest’ultimo film sia basato un romanzo altrui, “Studio illegale” di Federico Baccomo - o alla cassa di un cinema qualunque di periferia, ad attendere il proprio turno.

Noemi Euticchio
05-02-2013


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